AI Act, scatta l’obbligo di trasparenza: controlli e sanzioni per chi usa l’AI

AI Act, scatta l’obbligo di trasparenza: controlli e sanzioni per chi usa l’AI

Il percorso di attuazione del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) raggiunge una tappa fondamentale: dal 2 agosto entrano in vigore gli obblighi di trasparenza previsti dall’Articolo 50. A differenza di altre norme del regolamento focalizzate esclusivamente sui sistemi ad alto rischio, le disposizioni in vigore da questa fase si applicano in modo orizzontale a tutte le aziende e organizzazioni che utilizzano l’Intelligenza Artificiale Generativa o sistemi di interazione con il pubblico.

Lo scorso 20 luglio la Commissione Europea ha approvato e diffuso le Linee Guida applicative dell’Articolo 50, fornendo alle imprese indicazioni chiare su come garantire l’autenticità e la tracciabilità dei contenuti sintetici.

Gli obblighi di trasparenza (Articolo 50)

L’utente finale deve sempre essere informato quando interagisce con un’IA o quando fruisce di contenuti generati o manipolati digitalmente. L’Articolo 50 stabilisce che:

  • i fornitori e gli utenti che impiegano chatbot o agenti virtuali devono configurare il sistema in modo che l’utente sia immediatamente consapevole di parlare con un’entità automatizzata;
  • chi sviluppa e distribuisce modelli di AI generativa deve inserire nei file un marchio digitale leggibile dalla macchina (machine-readable) e rilevabile (come i metadati C2PA o watermarking) per certificarne l’origine artificiale;
  • le persone esposte a sistemi di analisi delle emozioni o di categorizzazione biometrica devono essere preventivamente informate;
  • chi pubblica deepfake (audio, immagini o video che simulano persone reali o eventi) o testi generati dall’IA diffusi per informare il pubblico su temi di interesse generale ha l’obbligo di inserire un’etichetta esplicita e visibile.

Controlli e modalità operative dell’AI Act

Le Linee Guida della Commissione Europea chiariscono che il principio guida è la trasparenza verso il fruitore finale. Tuttavia, il regolamento contempla alcune eccezioni e specifiche procedurali:

  • revisione umana editoriale: l’obbligo di dichiarare il testo generato da IA (nei contenuti di pubblico interesse) non si applica se il testo è stato sottoposto a un processo di revisione umana con responsabilità editoriale.
  • opere artistiche e satiriche: per i contenuti creativi, artistici o di satira, l’etichettatura deve essere presente ma senza pregiudicare la fruizione dell’opera.
  • livello di controllo aziendale: non basta affidarsi alle funzioni integrate dai fornitori software: ogni azienda che integra l’IA nei propri flussi aziendali deve auditare la propria catena di produzione di contenuti e verificare la conformità dei contratti con i fornitori di tecnologia.

Multe e sanzioni previste per le violazioni

La non conformità agli obblighi dell’AI Act comporta sanzioni amministrative e pecuniarie severe, calibrate sul fatturato aziendale:

  • le sanzioni per l’omessa etichettatura o la violazione dei requisiti informativi possono arrivare fino a 15 milioni di euro o fino al 3% del fatturato globale annuo dell’impresa;
  • Fornitura di informazioni inesatte o fuorvianti: multe fino a 7,5 milioni di euro o all’1,5% del fatturato;
  • Usi vietati dell’IA: per le violazioni più gravi relative ai sistemi proibiti, le multe raggiungono i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale.