“Fanne una playlist” di Spotify: gli utenti al centro delle campagne adv
Spotify torna a raccontare il legame profondo tra musica e vita quotidiana con “Fanne una Playlist”, la nuova campagna italiana firmata Acne. L’idea alla base è semplice ma efficace: invitare le persone a fare ciò che, in realtà, milioni di utenti già fanno ogni giorno senza pensarci troppo, ovvero racchiudere un momento della propria vita in una playlist. Può essere la colonna sonora di un viaggio ancora da fare, il modo per elaborare l’ennesima situationship finita, la playlist che accompagna una sessione di studio infinita o quella nata per sopravvivere alla convivenza con i coinquilini.
L’obiettivo della campagna, quindi, non è promuovere una funzione o un prodotto in senso stretto, ma celebrare un comportamento che appartiene già alla community, in particolare alla Gen Z, trasformandolo in contenuto pubblicitario a tutti gli effetti. Ed è proprio qui che sta il punto più interessante della strategia: la campagna non nasce da un brief creativo pensato a tavolino, ma “dal basso”, partendo direttamente dagli utenti.
Attraverso una experience dedicata all’interno dell’app, le persone sono state invitate a condividere i titoli delle loro playlist più originali, divisi per ambiti diversi della vita quotidiana. Tra le migliaia di proposte ricevute, sono stati selezionati i contenuti più creativi, diventati poi i veri protagonisti della fase successiva della campagna.

Dall’app alla città: la campagna prende forma nello spazio urbano
Una volta selezionati i titoli più originali tra quelli condivisi dalla community, il passo successivo è stato trasformarli nei soggetti reali della campagna outdoor. Le playlist nate dagli utenti — con i loro titoli spiazzanti, ironici o intimi — sono diventate protagoniste di una vera e propria domination degli spazi della metropolitana di Porta Venezia, a Milano: un formato che consente di occupare capillarmente stazione e corridoi, moltiplicando i punti di contatto con chi la attraversa ogni giorno.
Accanto alla metro, la campagna si è affacciata anche sulla Darsena milanese, con una presenza in formato digital, a partire dal 13 giugno. La scelta di questi due luoghi non è casuale: sono spazi di passaggio quotidiano, attraversati da un pubblico ampio e trasversale, in cui i contenuti generati dagli utenti stessi acquistano un effetto sorpresa più forte rispetto a un contesto pubblicitario tradizionale.

La valorizzazione dei contenuti generati dagli utenti (UGC)
Il valore più autentico di “Fanne una Playlist” sta nell’aver messo gli utenti al centro dell’intero processo creativo, non solo come destinatari ma come autori dei contenuti. Vedere le proprie parole, o quelle di persone che vivono le stesse situazioni quotidiane, diventare protagoniste di una campagna nazionale rafforza l’identificazione con il brand e alimenta un forte senso di appartenenza alla community. Spotify dimostra così che le storie più efficaci sono spesso già scritte dalle persone: basta saperle ascoltare e valorizzare.
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