Lay’s cambia look: nuova identità visiva per raccontare le origini
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ToggleA pochi anni dal traguardo del centenario, Lay’s ha presentato un rebranding globale che ridisegna completamente l’identità visiva del marchio, in arrivo gradualmente anche sul mercato italiano. Il progetto, curato interamente dal PepsiCo Design & Innovation Centre, non è un semplice restyling estetico ma una scelta di posizionamento: raccontare il percorso “dalla terra al sacchetto”, mettendo al centro la qualità delle materie prime e la tracciabilità della filiera agricola.
L’intento dichiarato dal brand è rafforzare il legame tra il prodotto finito e le famiglie che coltivano le patate, in un momento in cui la trasparenza sulla provenienza degli ingredienti è sempre più richiesta da consumatori e distribuzione.

Cosa cambia nel logo e nel packaging
Il nuovo sistema di design interviene su ogni elemento dell’identità visiva. Il logo storico viene reinterpretato con un font esclusivo disegnato a mano, mantenendo il sole giallo e il nastro rosso ma con angoli rivolti verso l’alto.
Attorno al logo compaiono i “Lay’s Rays“, raggi di luce pensati per comunicare energia e ottimismo. La palette cromatica si amplia con tonalità ispirate direttamente agli ingredienti, come il rosso intenso, il marrone hickory e il verde sottaceto.
Anche lo sfondo del packaging cambia registro, richiamando le doghe di legno delle cassette da raccolto e dei tavoli da picnic, mentre le fotografie dei prodotti puntano su scatti in alta risoluzione capaci di valorizzare colore dorato e croccantezza di ogni referenza, migliorando al tempo stesso la riconoscibilità a scaffale nei diversi mercati internazionali.

Un restyling con un obiettivo preciso
Promosso come il cambiamento più significativo degli ultimi cento anni per il brand, il rebranding non nasce per inseguire una moda grafica, ma per rendere omaggio alle origini agricole di Lay’s e rafforzarne il posizionamento distintivo in un mercato snack sempre più competitivo. La scelta di un sistema di design flessibile, applicabile in modo coerente in tutti i Paesi, permette al brand di parlare la stessa lingua visiva ovunque, pur mantenendo la libertà di adattarsi ai gusti e alle abitudini locali.
È un esempio interessante di come un rebranding possa diventare anche uno strumento narrativo: non solo un aggiornamento del look, ma un modo per ricordare al consumatore da dove arriva davvero ciò che sta mangiando.
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